EREZIONE DELLA CAPPELLA CIMITERIALE (1842 – 1849)

Fino al periodo napoleonico, poiché i fedeli defunti venivano tumulati nelle Chiese, i confratelli che venivano a mancare erano tumulati nella Cappella della Con­fraternita che era situata dietro l’Altare Maggiore e precisamente nella parte absidale. L’esistenza di tale cappella era documentata da una lapide.

Successivamente il Governo di Napoli proibì la tumula­zione dei fedeli defunti nelle chiese ed istituì i Pubblici Cimiteri.

Per assecondare il desiderio dei cittadini che mal vedevano il prov­vedimento, in quanto inten­devano essere tumulati nella Chiesa da essi fre­quentata in vita, il Sovrano di Napoli Ferdinando II di Borbone con­cesse alle pie Corporazioni l’erezione di una Cappella funeraria nel Camposanto.

In base a detta concessione, l’assemblea del Corpo Votante, con delibe­razione del 14 Marzo 1842, stabilì la costruzione della Cappella nel Camposanto con i corrispondenti sepolcri di stile gotico, per l’uso limita­to, ai Confratelli e Consorelle e aggregati causa mortis.

I sepolcreti costruiti con la Cappella erano nel sottosuolo. Il gentilizio a piano terra (ossia i loculi) fu costruito successivamente, poiché la prima Cappella fu demolita in seguito ad un’altra sistema­zione con il gentilizio del 1939.

Una serie di successivi ampliamenti ha portato la cappella alla situazione odierna.


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